Incontriamo Victor Ciobotaru

Victor è un 32enne attivista per i diritti LGBT, ha una laurea in Teologia Pastorale, una laurea in Sociologia, e un Master in politiche di genere e delle minoranze.
Ha proseguito gli studi teologici, perché ha percepito che la Chiesa gli avrebbe permesso di essere coinvolto ancora di più in attività con un impatto sociale. Il suo sogno era quello di diventare un pastore religioso, perché ha visto i pastori come agenti di cambiamento sociale, contribuendo a risolvere i problemi della comunità, di natura economica, sociale o anche psicologica. Ma ha capito che non avrebbe mai potuto essere se stesso se avesse intrapreso questa strada. Egli non avrebbe tollerato il pensiero di mentire a se stesso e alla comunità.
Ha fatto il suo coming out durante la campagna referendaria 2018 che è stato organizzata al fine di limitare i diritti LGBT. La sua spinta è venuta dalle narrazioni di odio che sono state sviluppate durante la campagna – una campagna che è stata segnata da stereotipi negativi e argomenti religiosi falsi.
Il fondamentalismo religioso si presenta in molte forme, non solamente omofobo, è anche misogino e razzista.

Il momento rivelatorio

Nel corso di un dibattito sulle implicazioni bibliche di Sodoma e Gomorra il suo maestro, un pastore molto rispettoso, con esperienza e senza mezzi termini ha dichiarato che “Non ha senso avere un dibattito sull’omosessualità. Sono solo alcune bestie che brutalmente uccidono l’un l’altro.”In quel momento Victor ha ritenuto che questo punto di vista, che non aveva niente a che fare con un modo cristiano di intendere la vita, era profondamente ingiusto. Si sentiva che aveva bisogno di combattere due mostri in una volta: l’omofobia e il fondamentalismo religioso.

La prima vittoria

Lui è più felice ogni volta che le persone che sono cresciute in famiglie molto religiose e rigorose si rivolgono a lui e gli confessano che grazie alla sua attività hanno visto che possono vivere sia come persone gay sia come cristiani, essendosi resi conto che non c’è alcun conflitto tra appartenenza religiosa e l’orientamento sessuale e che quindi sono riusciti a essere in pace con loro stessi.

Gli incidenti di percorso

Victor rimpiange di non essere stato capace di coinvolgere la sua Chiesa in un dialogo pubblico quando venne scomunicato dalla stessa per essersi dichiarato omosessuale nel referendum del 2018 che fu organizzato con l’intenzione di limitare i diritti LGBT. Sapeva che la Chiesa non aveva alcun interesse in un dibattito pubblico su questo argomento, ma sperava di poterli persuadere a mandare un messaggio di maggiore solidarietà alla comunità omosessuale. Sostiene di non darsi per vinto e intende continuare a cercare di entrare in contatto con la sua Chiesa.

Meccanismi di adattamento

Lui di solito non si stressa facilmente perché ha imparato a riconoscere abbastanza bene il tipo di persone con le quali si trova a discutere, al punto da prevedere gli argomenti di cui queste si serviranno. Ha capito che non vale la pena di impegnarsi in un dialogo con chiunque e che quando sente che nell’interlocutore non c’è alcuna forma di apertura verso uno scambio di idee, non sente il bisogno di partecipare al dibattito. Tuttavia, ci sono stati casi in cui egli ha incontrato alcuni dei suoi avversari più accaniti off-line e il loro comportamento lo ha fatto sentire a disagio e non al sicuro.

L'estremismo spiegato ad un bambino di 5 anni

Victor farebbe ricorso a riferimenti biblici (Vangelo di Luca 6,31) “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso”.

L'estremismo spiegato a parenti e amici

Ha dedicato i suoi ultimi anni spiegando che il fondamentalismo religioso è una forma di estremismo. Secondo lui, gli argomenti religiosi non andrebbero utilizzati per imporre limiti alla vita pubblica e a privata delle persone. A questo proposito egli menziona Frank Schaffer, un autore americano che ha ampiamente documentato l’interferenza della religione nelle società moderne.

Suggerimenti per gli attivisti indecisi

Bisogna essere fedeli a se stessi e ai propri valori. È essenziale mantenere la propria autenticità, a prescindere dalla causa che si intende difendere, poiché questo è il bene più prezioso che una persona possa avere.

Risposte opportune in situazioni scomode

Victor afferma di avere sviluppato un “radar per gli estremisti” che gli consente di riconoscere quando si trova di fronte a un estremista convinto. In questi casi, egli non insiste sulla generazione di dibattiti o scontri di opinione perché sa che è quasi impossibile impegnarsi in un dibattito civile o in un dialogo con tali persone.

Sfida l'attivista che è dentro di te

Secondo Victor spesso l’atteggiamento più civile e indicato da assumere è quello di chi vive e lascia vivere. È la regola d’oro che dovrebbe guidare l’agire di ogni individuo. Per quanto riguarda le persone che ricorrono erroneamente alla religione come se si trattasse di un dovere civico, Victor li invita a riflettere se la religione e la spiritualità li abbiano realmente trasformati in persone migliori. Se la risposta è no, allora queste persone non ne hanno saputo cogliere il verso scopo.